Apulia Art Ensemble - Sulfureo

REDTOMATO A.P.S.

07/07/2026 — Skopje

“Skopje” nasce da una riflessione geografica e culturale. Per molti italiani città come Londra, Berlino o Parigi sembrano mentalmente più vicine dei Balcani, eppure per la Puglia l’altra sponda dell’Adriatico rappresenta storicamente una continuità naturale fatta di commerci, migrazioni, musica e contaminazioni.

La scrittura del brano è partita proprio da questa idea di prossimità dimenticata. La Macedonia del Nord, la Grecia, l’Albania e l’intera area balcanica fanno parte del DNA culturale del Sud Italia. Ritmi dispari, melodie popolari, tensioni armoniche e strumenti a fiato hanno attraversato il mare per secoli, contribuendo alla costruzione di un’identità mediterranea condivisa.

Dal punto di vista compositivo, “Skopje” è uno dei brani in cui l’Apulia Art Ensemble lavora maggiormente sulla fusione tra scrittura e improvvisazione. Alcune cellule ritmiche derivano direttamente dalla tradizione balcanica, ma vengono rielaborate attraverso un linguaggio jazz contemporaneo. L’obiettivo non era imitare una musica etnica, ma creare un ponte autentico tra mondi musicali differenti.

Durante le sessioni di prova, il gruppo ha lavorato molto sull’interplay collettivo, cercando una pulsazione organica capace di evocare il viaggio, il movimento e l’attraversamento. I fiati dialogano spesso come una fanfara in trasformazione, mentre il pianoforte introduce elementi armonici più moderni e aperti.

“Skopje” rappresenta anche un gesto simbolico: riconoscere il Mediterraneo come spazio culturale condiviso e non come confine. In questo senso il brano si inserisce pienamente nella visione progettuale di Sulfureo, che intende valorizzare il dialogo tra culture, generazioni e linguaggi musicali differenti.

14/05/2026 — Sipario

“Sipario” è probabilmente il brano che più esplicitamente racconta il legame di Sulfureo con il Sud Italia, con la Puglia e con quell’immaginario collettivo sospeso tra memoria popolare e contemporaneità. Il processo di scrittura è nato da una domanda molto semplice: può oggi esistere una musica che parli delle radici senza diventare folklore sterile o cartolina turistica?

La risposta è arrivata lavorando su immagini prima ancora che su note. Fellini, il circo, le bande da giro, le marce patronali, le luminarie estive, le piazze del Sud piene di persone che ancora si incontrano fisicamente per parlare, discutere, vivere la comunità. Tutto questo è diventato materiale musicale.

Il brano prende ispirazione dalla poetica di Nino Rota, capace di trasformare la malinconia in festa e viceversa. Da qui nasce una composizione volutamente “cinematografica”, in cui convivono ironia, nostalgia e movimento. L’organico dell’Apulia Art Ensemble è stato pensato proprio per valorizzare questa doppia natura: i fiati evocano la banda popolare e il jazz orchestrale, mentre la sezione ritmica e la chitarra introducono elementi più contemporanei e imprevedibili.

Durante le prove collettive, il lavoro si è concentrato soprattutto sulla dinamica emotiva del brano. “Sipario” non è soltanto una composizione scritta, ma una piccola scena teatrale sonora. Alcuni passaggi sono stati lasciati volutamente aperti all’improvvisazione per permettere ai musicisti di reagire tra loro come attori sul palco.

Il titolo richiama l’idea dell’apertura di uno spettacolo, ma anche la sensazione che certe culture popolari stiano lentamente scomparendo o trasformandosi. Le bande, le feste patronali, i rituali collettivi del Sud stanno oggi assumendo un nuovo significato identitario e culturale, diventando simboli di appartenenza e resistenza culturale.

“Sipario” rappresenta quindi il desiderio di trasformare la memoria in linguaggio contemporaneo, senza nostalgia passiva ma con la volontà di restituire dignità artistica a un patrimonio umano e sonoro ancora vivo.