ArCombin 3 – I sentieri meno battuti

Associazione Culturale Combin en Arts APS

14/08/2026 — A Combin en Musique strumenti insoliti e una composizione originale

“ArCombin3 – I sentieri meno battuti” è una sotto-rassegna che per il terzo anno consecutivo è parte del festival valdostano Combin en Musique. Si tratta di quattro concerti che hanno al centro strumenti ad arco insoliti e poco presenti nei repertori concertistici tradizionali. In alcune delle chiese parrocchiali del comprensorio del Grand Combin saranno protagonisti quattro giovani musicisti under 35 di riconosciuto valore, che, tra le altre cose, ogni sera, con i loro strumenti, eseguiranno secondo diverse declinazioni “Mascarada - Carnevale di Landzette”, la composizione di Giulio Petrella selezionata tramite la Call for scores lanciata da Combin en Musique lo scorso marzo.

 

Mascarada di Giulio Petrella

La composizione di Petrella si rifà al Carnevale come allegoria di uno stato d’animo sospeso tra festa e inquietudine, e fa riferimento in particolare ai Carnevali della Coumba Freida (Valpelline e Valle del Gran San Bernardo, tradizione documentata dal 1467), con le loro maschere tipiche, le "landzette". Da un’esperienza diretta in montagna prende forma un sentimento ambivalente di fascinazione, rispetto e inquietudine che quei luoghi trasmettono, emozioni tradotte musicalmente in un basso ostinato/di bordone, tipico di strumenti popolari come la lira calabrese e l’hardingfele che eseguiranno i sei movimenti senza pause, rispecchiamenti dei personaggi della sfilata carnevalesca.

 

L’hardingfele di Joan Gatti

Il primo concerto è quello di Joan Gatti, alle ore 21 del 20 agosto alla Chiesa parrocchiale San Pantaleone di Valpelline. Sarà un modo per prendere confidenza con l’hardingfele, il violino norvegese dal suono unico e complesso, uno strumento raramente presentato sulla scena musicale italiana, riccamente decorato e lontano parente della viola d’amore, per via delle “corde di simpatia”. Il programma intreccerà il suo repertorio tradizionale con l’improvvisazione, includendo alcune nuove composizioni a cavallo tra il tradizionale e lo sperimentale. Joan Gatti, classe 1998, violinista d’origine, si trasferisce in Norvegia per l’approfondimento della musica nordica, e dal 2025 svolge un progetto di ricerca sulle tecniche di scordatura degli strumenti ad arco.

 

La viola da gamba di Teodoro Baù

ArCombin prosegue il giorno successivo: il 21 agosto Teodoro Baù porta la sua viola da gamba alle 21 alla Chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Bionaz. Lo strumento ha regnato da fine XV fino almeno a fine XVII secolo tra i nobili dilettanti e i più grandi compositori del primo barocco, con un repertorio importante in Inghilterra e in Francia ma con forti radici anche nella musica italiana del Rinascimento. Teodoro Baù, attualmente residente in Svizzera, nonostante la giovane età (classe 1992) è sicuramente uno dei violisti da gamba più affermati sulla nuova scena internazionale della musica antica, con importanti riconoscimenti; il suo recital sarà un viaggio dal repertorio gambistico del primo Seicento fino al grande repertorio francese e tedesco e a virtuosistiche trascrizioni bachiane, alternando diversi modelli di viole.

 

La nyckelharpa di Angela Ambrosini

Angela Ambrosini e la sua nyckelharpa suoneranno nella Chiesa parrocchiale di Sant’Agostino di Ollomont alle ore 21 del 22 agosto. Il terzo appuntamento di ArCombin3 è dedicato alla cosiddetta viola d’amore a chiavi, di cui Angela Ambrosini è una delle poche giovani specialiste in Europa: uno strumento di origini antiche, documentato in epoca medioevale anche sulla penisola italiana, ma che ha mantenuto un utilizzo fino ai giorni nostri in Scandinavia, grazie alla tradizione musicale svedese. Il concerto sarà l’occasione per scoprire questo magnifico e particolarissimo strumento, a metà tra un violino e una ghironda, creando un ponte tra musica antica e musica popolare e tracciando un itinerario musicale che attraversa secoli e confini.

 

La lira calabrese, e non solo, di Domenico Scicchitano

Ultimo concerto dedicato agli strumenti ad arco rari, il 23 agosto alla chiesa parrocchiale di San Michele a Oyace con Domenico Scicchitano. Il concerto sarà legato a una musica molto antica, con una forte matrice popolare, attraverso l’uso di più strumenti ad arco: la lira calabrese, la viella, la ribeca e altre tipologie di lire ad arco; un concerto nato per raccontare la commistione musicale del bacino mediterraneo. Attraverso strumenti ad arco poco conosciuti di origine medioevale, si evidenzierà l’unità comunicativa e sonora di un mondo che appartiene alle radici della cultura della Calabria e più ampiamente dell’area mediterranea.

25/03/2026 — Call for Scores ArCombin3!

Il festival Combin en Musique è lieto di presentare la Call for Scores “ArCombin3 – I sentieri meno battuti”, per la composizione di un brano per strumento ad arco solo che possa essere declinato in quattro differenti versioni (per viola da gamba, per nyckelharpa, per hardingfele, per lira calabrese) rivolta a compositori italiani Under35.

Il progetto è realizzato grazie al bando SIAE PerChiCrea2025 e si concretizzerà nelle esecuzioni previste all’interno della programmazione della IX edizione del festival Combin en Musique, che si svolgerà ad Agosto 2026.

Combin en Musique è un festival musicale che si svolge ai piedi della catena montuosa del Grand Combin in Valle d’Aosta, e che giunge nel 2026 alla nona edizione. Caratteristica fondamentale del festival è il rapporto tra musica e territorio: la parola Combin nel nome, oltre alla connotazione geografica, rimanda a una combinazione tra musica e ambiente, un nuovo contesto sonoro che aggiunga una prospettiva inedita che sia pretesto per la riscoperta di un luogo, di un particolare “teatro inconsueto” dove l'arte musicale si sviluppa.

Considerata la peculiarità del festival Combin en Musique, nel rapporto tra musica e territorio, si richiede che la composizione sia in qualche modo dedicata ai luoghi di montagna nei quali la rassegna si svolge. La dedica può essere interpretata liberamente come pura suggestione o come più attenta trasfigurazione (interpretazione o descrizione) di paesaggi e tradizioni dei luoghi, o di qualche specifico particolare del contesto.

Valutata inoltre la specificità degli strumenti musicali meno frequentati non si richiede necessariamente una composizione portata a termine, ma anche solo un “progetto compositivo”, una prima stesura di bozza, o solo una parte della composizione; il progetto selezionato verrà poi portato a termine con la collaborazione dei quattro solisti.

La Call for Scores è gratuita e aperta a compositori/compositrici italiani/e (non necessariamente residenti in Italia), Under35 (nati/e dal 1991 in poi). Il compositore selezionato, la cui composizione verrà eseguita nei quattro recital, riceverà un premio di 1250 euro lordi. Le composizioni dovranno essere inviate a combinenarts@gmail.com entro il 30 Aprile 2026. La composizione selezionata dovrà poi essere terminata con la collaborazione dei quattro solisti entro il 30 Giugno 2026.

 

Tutti i dettagli specifici sulla composizione e le sue caratteristiche, e su come partecipare, su: https://combinenmusique.com/call-for-scores/

Per ulteriori informazioni scrivere a combinenarts@gmail.com